perdonare il bambino - la bambina che è
dentro di noi
Chi viaggia su un sentiero spirituale prima o poi si imbatte sul
bisogno di perdonare sia sé stesso sia gli altri. Il perdono
è una delle lezioni più importanti che abbiamo bisogno
di conoscere. Potete non sapere ancora come perdonare, ma potete
coltivare la disponibilità a perdonarvi e ad entrare in uno
spazio positivo della mente nel quale includere persone e situazioni
del passato. Con gli angeli al vostro fianco, state coltivando una
protezione interiore che vi aiuterà a rimediare.
Pensate al vostro bambino interiore come a un bambino affidato
alle vostre cure. Non sa ancora cos'è il calore e si brucia
toccando il camino, forse che non fate del vostro meglio per consolarlo,
baciandolo, cullandolo e coccolandolo? Vi sembra strano? Non lo
è, naturalmente.
E il bambino che è in voi? Quello di cui vi vergognate? Quello
che continua a saltare fuori e fare o dire la cosa sbagliata? Quello
che ha paura di crescere? L'adulto che è in voi consola questo
bambino invece di criticarlo o, peggio, di scacciarlo? Pensate di
poter cominciare ad amare questo bambino?
Allora sedetevi in pace e lasciate che il vostro bambino/bambina
"da amare in modo speciale" vi ritorni in mente. Portatelo
a fare una passeggiata, guardate dove va a finire, giocate con lei,
chiedetele cosa vorrebbe fare per divertirsi, mettetela a letto,
curatevi di lui/lei quando è malato/a (e rendetevi conto
di cosa l'ha sconvolto al punto di farlo ammalare). Cercate quindi
di conoscerla e di amarla. Potete anche aver trovato il bambino
che, come Peter Pan, non vuole crescere, o potete scoprire che cambia
e diventa una parte adulta di voi. Bello, senza regole, solo amore.
Un mio esempio personale di esercizio di perdono:
Durante l'adolescenza sono andata da un dentista
per fare una pulizia di denti, che sicuramente non avevo bisogno
di fare, ma consigliata dalle amiche decise di andare. Appena arrivo,
mi siedo nella fatidica sedia del dentista e vedo che questo prepara
una iniezione di anestetico, penso.
Ovviamente rimango un po' stupita che per fare una semplice pulizia
di denti serva una iniezione non lo avevo mai sentito. Ora, sorpresa
gli chiedo perché mi voleva fare quella iniezione, il dentista
mi risponde che per la pulizia era necessaria, dandomi come scusa
che senza anestetico avrei sentito dolore, ma che se io non volevo
non me l'avrebbe fatta
Io non ero per niente convinta della spiegazione,
ma non sapendo cosa fare gli ho detto che se lui la riteneva necessaria
allora O.K Così lasciai che il dentista mi facessi l'iniezione
e dopo la quale la pulizia dei denti.
Dopo questo fatto, non sono più tornata
da quel dentista e non fece più una pulizia di denti fino
a poco tempo fa.
Mi sentì fregata, umiliata ed arrabbiata per anni con quel
dentista. Fino a quando scoprii che la persona con la quale ero
veramente arrabbiata ero proprio io, era con me che ce l'avevo,
e non con il dentista ce l'avevo con me perché non avevo
saputo dire di no, dire quello che sentivo veramente, che fare una
iniezione per fare una pulizia di denti era una stupidaggine, e
che lui lo faceva solo per soldi mi sentivo che avevo sbagliato,
e questo mi faceva arrabbiare tantissimo, soprattutto perché
lui mi aveva in qualche modo dato la scelta a me, io potevo dire
che non la volevo.
Quando scoprii questo decisi di utilizzare
le mie conoscenze riguardo agli esercizi sul perdono. Mi perdonai
perché ero giovanissima, inesperta, e perché avevo
fatto il meglio che avevo potuto fare e che sapevo fare in quel
momento, con la conoscenza e la consapevolezza che avevo in quel
momento.
Parlai con la mia bambina interiore e la
perdonai, le chiesi scusa per tutto il tempo che sono stata arrabbiata.
Le dissi che al contrario di quello che avevo pensato per anni lei
era stata molto brava, era una situazione non semplice da gestire
per un ragazzina di fronte all'esperto in materia, e la ringraziai
di quanto aveva fatto.
A questo punto sentì una forza incredibile
dentro di me e mi sentii finalmente più leggera, finalmente
questo vecchio carico, che condizionava ancora oggi il mio comportamento,
se ne era andato.